Faccio saltare la testa a te e al tuo uomo”: telefonate e agguati, stalker a processo a Torino

L’imputato era già stato condannato per un altro caso simile e ha un passato criminale preoccupante: è stato coinvolto in un’indagine per sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso

Le telefonate spesso la svegliavano nel cuore della notte. “Faccio saltare la testa a te, al tuo nuovo fidanzato e alla tua famiglia”. “Infame schifezza, indegna”. Chiamate ripetute, persecutorie. Che si univano ad appostamenti e inseguimenti. Una volta lo stalker, l’ex compagno di una donna di Torino, l’ha quasi investita in auto. Un’altra volta ha urtato la macchina del suo attuale compagno. L’agguato in piadineria è stato forse il culmine di una serie di persecuzioni protratte per mesi nel 2024. Dopo aver fatto irruzione nel locale l’imputato, avendo visto, oltre all’ex compagna, anche l’uomo che stava frequentando, ha preso il telefono urlando: “Portami la pistola! Sono qui che devo sparare a un figlio di puttana! Io pago ma ti sparo, ti gambizzo! Ci vediamo stasera sotto casa tua”. Minacce di morte che suonavano ancora più inquietanti perchè l’uomo che le proferiva è stato recentemente coinvolto e colpito da una misura cautelare, da un’indagine svolta dalla Dda. Secondo la Procura, sarebbe responsabile di un episodi classificato come sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso, in un procedimento contro un imprenditore enogastronomico conosciuto come il “Re dei Mercatini di Natale di Torino”. L’imputato inoltre era già stato condannato per stalking verso una precedente ex.

La ragazza che oggi è costituita parte civile al processo, con l’Avvocata Silvia Lorenzino, ha vissuto con angoscia particolare ogni frase minacciosa che l’uomo, dopo che lei lo aveva lasciato, le proferiva. Anche lo stato di Whatsapp dell’imputato – secondo l’accusa- era carico di messaggi minatori: “A voi lascio vincere le battaglie, io vinco le guerre ricordatevelo”. “Siete piccole donne”.”Sante e bigotte, siete tutte mignotte”. L’imputato, difeso dall’Avv. Alessandro Paolini, si è fatto interrogare e ha negato ogni addebito: “Il nostro fu un rapporto con andamento altalenante. Ma io non ho mai fatto quelle cose. Si tratta di invenzioni o di esagerazioni. Quello che capitava era che fossi in apprensione per nostro figlio anche perchè il nuovo compagno della donna è un tipo che prende cocaina. Non volevo che andasse in macchina con lui perchè era troppo pericoloso.”